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Sisma, 14 Dicembre 2016 alle 23:34:39

Terremoto, ecco come affrontare lo stress dei bambini

Secondo incontro promosso dal Comune del progetto 'Oltre le scosse: tentativi di assestamento psicologico'

I bambini ed il terremoto: uno stress che non si può sottovalutare e sul quale bisogna intervenire. E' stato questo l'obiettivo dell'incontro psicoeducativo rivolto a caregiver (genitori, insegnanti, educatori) e focalizzato sul riconoscere e gestire le normali reazioni da stress dei bambini e ragazzi insorte dopo il sisma. Questo secondo incontro fa parte di un progetto, il post terremoto dal tema "Oltre le scosse Tentativi di assestamento psicologico".


"Dopo gli eventi sismici dello scorso 30 ottobre la cittadinanza di Foligno è duramente provata dal punto di vista psicologico. Gli adulti e i bambini hanno manifestato comprensibili emozioni di preoccupazione, paura, stato di allerta e al fine di fronteggiare questo stato di cose l'amministrazione comunale di Foligno - ha detto il Consultore del sindaco per la promozione della salute, del benessere della qualità della vita Lucia Coco  - in collaborazione con l'Ordine degli psicologi dell'Umbria Paola Angelucci, l'Associazione Emdr Italia, Anna Lorenzetti, Gilardi e Luca Ostacoli, la Protezione Civile dottor Ciccotti e Toccaceli".


Dopo l'introduzione di Lucia Coco che ha spiegato l'iter del progetto,  Tiziana Gilardi del Emdr ha illustrato l'argomento, portando come esempio la situazione che si sta vivendo a Norcia. "I bambini sono più vulnerabili - ha esordito - e un trauma del genere va interpretato. Il terremoto è un trauma, qualcosa che accade all'improvviso, che ti travolge".


I fattori che influenzano la risposta emotiva. "Sono il livello di coinvolgimento, di controllo, di minaccia e di perdita, di assurdità e di mancanza di preavviso. A questi si aggiungono la vicinanza fisica all'evento e, quindi, il supporto sociale di amici e anche di una rete sociale. Le reazioni istintive dopo un evento traumatico sono di rabbia, di fuga e di congelamento. A Norcia è accaduto ad esempio ad un papà che durante la scossa è rimasto impietrito ed è stata la mamma  a  portare  fuori i figli: mi ha detto che lui non riusciva a muoversi e per quello che gli è accaduto vive un grande senso di colpa".


E per i bambini? Bisogna cogliere i segnali di disagio. I disturbi del sonno che interferiscono anche con il rendimento scolastico; la difficoltà di concentrazione e memoria; di affaticamento; irritabilità; isolamento; mal di testa e di stomaco e regressioni a stadi precedenti di sviluppo, ad esempio tornare a dormire nel lettone con i genitori. I bambini poi tendono ad identificarsi con l'adulto e magari soffrono perché vedono soffrire l'adulto.


Reazioni psico-fisiche dei bambini piccoli. "Le reazioni dei bambini piccoli di fronte al terremoto possono essere: pianti improvvisi e prolungati, difficoltà di addormentarsi, risvegli frequenti notturni, irritabilità eccessivi e irrequietezza".


Non fingere che l'evento non sia accaduto. "Non bisogna far finta che l'evento non sia accaduto. Non c'è bisogno di dilungarsi sulla dimensione o la portata dell'incidente. Bisogna usare delle parole semplici,  rassicurare su eventuali cambiamenti, ad esempio cambio di abitazione; per i bambini più grandi l'informazione deve essere più approfondita".


Disponibilità accoglienza e normalizzazione delle reazioni emotive. "Permettere ai bambini di esprimere la loro sofferenza è la condizione indispensabile per elaborare una situazione traumatica. E' necessario consentire la libera espressione di pensieri relativi al terremoto: se si crea un loop, bisogna porre il focus su aspetti meno negativi. Fondamentale è rassicurarli, facendo capire loro che quello che provano è una sensazione normale (come sentirsi arrabbiati, agitati, in colpa), che capita o che è capitato anche a voi di sentirvi così. Rassicurarli sulla loro totale estraneità ai fatti per evitare che insorga eventuale senso di colpa per l'accaduto. I bambini, poi, spesso tentano i proteggere gli adulti dal loro dolore con il silenzio. Se vi hanno visto piangere o arrabbiarvi, successivamente quando vi sentirete meglio, spiegare che piangere è normale e serve per sentirsi meglio".


Cosa fare. "Bisogna anche ricordare che ci sono persone fidate che si stanno occupando di tutto per risolvere le problematiche del terremoto. Farà bene anche disegnare o raccontare quello che hanno visto. E poi il gioco: importante per riuscire a ritrovare la normalità". "Bisogna far attenzione, ad ogni nuovo evento potenzialmente riattivante dal punto di vista emotivo (scosse di assestamento, notizie di altre catastrofi naturali). Può subentrare la colpa del sopravvissuto: alcuni bambini possono sentirsi in colpa perché altri bambini sono morti. Non bisogna sovraesporre i bambini alle notizie e alle immagini dei mass media. Necessario scegliere una fonte di informazione da consultare e commentare insieme. Tornare il prima possibile ad una vita normale: a continuità aiuta a fornire senso di sicurezza e stabilità in un momento pieno di incertezzza. E' necessario ripristinare orari, regole e, quindi, la routine".


Piano comunale di emergenza. Presente all'incontro anche Barbara Toccaceli della protezione civile che ha spiegato che ogni Comune ha un piano per gestire l'emergenza. E proprio nell'ultimo incontro previsto, quello di martedì 20 dicembre che sarà dedicato alla resilienza,  verrà illustrato, brevemente, anche il piano comunale.


Durante l'incontro da parte delle persone intervenute è uscita fuori l'esigenza proprio di conoscere il piano comunale di emergenza oltre al fatto di poter avere delle informazioni visive, ad esempio, sulle varie aree attrezzate.
L'assessore Maura Franquillo ha illustrato l'attività del Comune subito dopo le scosse del terremoto e di come questi incontri siano importanti. "A differenza del terremoto del 1997, questa volta - ha detto l'assessore - abbiamo dovuto gestire la paura delle persone. Nessun danno evidente ma la gente aveva paura, ha paura. Anche se le case non hanno avuto problemi in molti hanno voluto dormire fuori anche nei luoghi che il Comune ha predisposto. Quindi credo che incontri di questo genere siano molto importanti per la popolazione".


 


 



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