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Sisma, 23 Gennaio 2017 alle 22:46:51

Terremoto, Mismetti: 'Dobbiamo chiudere le scuole e tutti gli edifici pubblici per i prossimi dieci anni?'

Dopo le dichiarazioni della Commissione grandi rischi il sindaco di Foligno chiede una riunione urgente. Alza la voce pure Presciutti di Gualdo Tadino

"Ho chiesto alla Protezione civile dell'Umbria di convocare una riunione urgente a seguito delle incredibili valutazioni espresse dalla Commissione grandi rischi sull'eventualità di altri terremoti di forte intensità che stanno gettando nel panico la popolazione".


Ad annunciarlo è Nando Mismetti, sindaco di Foligno (nel cui territorio ricade anche l'area di Colfiorito) e presidente della Provincia di Perugia. "Adesso ci devono dire cosa dobbiamo fare" ha aggiunto parlando con l'Ansa.  Le dichiarazioni  della Commissione grandi rischi  di qualche giorno fa, avevano  scatenato panico e costernazione ovunque. 


Dichiarazione della Commissione grandi rischi. "Ad oggi  - hanno detto - non ci sono evidenze che sia in esaurimento" la sequenza sismica iniziata con il terremoto dello scorso 24 agosto nell'Appennino Centrale e proseguita poi con altre scosse il 26 ed il 30 ottobre e, da ultimo, il 18 gennaio". e dicono si potrebbe arrivare ad una magnitudo 6-7.


La Commissione identifica in particolare tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicità in corso, che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M 6-7). Questi segmenti - localizzati rispettivamente sul proseguimento verso Nord e verso Sud della faglia del Monte Vettore-Gorzano e sul sistema di faglie che collega le aree già colpite dagli eventi di L'Aquila del 2009 e di Colfiorito del 1997 - rappresentano "aree sorgente di possibili futuri terremoti".


Gli esperti segnalano inoltre che i recenti eventi hanno prodotto "importanti episodi di fagliazione superficiale che ripropongono il problema della sicurezza delle infrastrutture critiche quali le grandi dighe". La sequenza iniziata lo scorso agosto ha colpito l'Appennino Centrale su una lunghezza complessiva di oltre 70 km. Si tratta di una singola sequenza sismica. L'area era già stata colpita da sequenze simili e da grandi terremoti in passato, in particolare nel 1639 e non era stata interessata dagli eventi recenti di Colfiorito (1997) e dell'Aquila (2009). Questa sequenza può essere considerata, secondo la Grandi Rischi, come "tipica dell'attività sismica appenninica, e come tale aspettata sulla base della storia sismica e del contesto sismo-tettonico regionale".


Ed ancora. Un aspetto della sismicità di questa regione, viene sottolineato, è la possibilità che le sequenze possano avere una ripresa e propagarsi alle aree limitrofe, come già avvenuto ad esempio per la sequenza del 1703 (con una durata di oltre un anno e due eventi di magnitudo tra 6.5 e 7 a distanza di un mese), del 1639 (almeno due eventi comparabili a distanza di una settimana), di Colfiorito (1997, M6.0, con una sequenza di sei eventi di magnitudo oltre 5.2 su una durata di sei mesi) e ora nella zona di Amatrice, con tre eventi Mw5.9-6.5 negli ultimi cinque mesi. 


Qui Foligno. "Troppo semplice - ha sottolineato Mismetti - gettarci nella paura per poi scaricare le responsabilità sulle nostre spalle"."Dobbiamo chiudere le scuole e tutti gli edifici pubblici per i prossimi 10 anni?" si domanda il sindaco di Foligno. "Sono pronto a farlo - ha aggiunto -, ma sono loro della Commissione a dovercelo dire".


Intanto, Mismetti intende procedere con "delle verifiche periodiche in tutti gli edifici scolastici, anche una ogni 10 giorni, al di là o meno di eventi calamitosi".


Qui Gualdo Tadino. Anch il sindaco Presciutti prende posizione sulla comunicazione della Commissione grandi rischi : "I sindaci non ce la fanno più e rischiano di diventare il capro espiatorio, basta alla logica del cerino". Presciutti ha voluto esprime il suo pensiero sul ruolo dei sindaci e le responsabilità degli amministratori locali.


"In questi giorni di emergenza dove tutti i media seguono la tragedia dell'Hotel Rigopiano in Abruzzo e dove in molti, spesso, a sproposito parlano di responsabilità a vario titolo degli Enti Locali, nessuno si occupa del problema vero rappresentato da un ormai sistematico e progressivo attacco al ruolo dei Sindaci e degli amministratori locali.
Da quasi un decennio gli Enti Locali (Comuni e Province su tutti) da un lato sono oggetto di pesantissimi tagli, che ne hanno indebolito e quasi annientato le possibilità di intervento e di programmazione anche in tema di sicurezza e tutela del territorio e non solo, dall'altro si scaricano quotidianamente sui sindaci responsabilità alle quali evidentemente non si riesce a far fronte in queste condizioni".

"Risulta evidente come ormai la misura sia colma, con risorse economiche scarse e risorse umane limitate, senza capacità di spesa non credo si possano richiedere miracoli a persone di buona volontà, troppo spesso lasciate sole di fronte ad annosi e difficili questioni che si trascinano da decenni.
Occorre un segnale forte e di netta inversione di tendenza".


"I Comuni rappresentano l'ossatura del paese ed il presidio di democrazia e di legalità più vicino ai cittadini, meritano dunque il massimo rispetto: i sindaci non possono e non devono diventare il capro espiatorio per coprire le evidenti mancanze di altri, basta con lo scaricabarile ed alla logica del cerino. L'ultima relazione della commissione grandi rischi rappresenta con tutta evidenza l'emblema di questa situazione".


 


 

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