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Ambiente e Territorio, 13 Aprile 2017 alle 16:11:01

Vicenda Fils, Trombettoni: 'Allarme lanciato da anni e nessuno fra politici e sindacati ci ha ascoltato'

La consigliera del Pd, oggi Gruppo Misto, punta il dito e accusa: 'A pagare dipendenti e cittadini e non chi ha sbagliato o se ne e' stato in silenzio'

"Lo spunto per intervenire di nuovo nel dibattito politico cittadino l'ho avuto dall'articolo di giornale comparso proprio in questi giorni, riguardo alla FILS. Come consigliere comunale sono delusa dai comportamenti di chi non ha voluto ascoltare il grido di allarme che sia io che altri avevamo lanciato oramai da diversi anni". Inizia così l'intervento di Lorella Trombettoni (ex Pd ora nel Gruppo misto) sulla vicenda della Fils.


La consigliera comunale fa la storia di quello che è accaduto alla partecipata del Comune, in questi anni. Ai silenzi di questi anni di politica e sindacati di fronte ad una situazione che non si è creata solo in questi ultimi mesi, ma che è da anni sotto gli occhi di tutti. Parla di gestione sbagliata di "mancanza di provvedimenti adeguati da parte di chi sapeva ed aveva il potere ed il dovere di farlo, ci si è cullati nell'inerzia più totale a salvaguardia soltanto degli interessi di pochi e a scapito della prioritaria salute finanziaria della Fils". Di essere fiera, visto l'epilogo della vicenda, di essere stata una "dissidente".



"Certo è - dice - che il pensare comune in questo paese esclude la possibilità che ci siano ancora persone che raccontino ciò che accade senza scopi elettorali e di autoconservazione, anche a costo di non votare il bilancio. Bilancio che, anche quest'anno invece è stato approvato senza alcun sussulto, dando per scontata una situazione tranquilla. Evidentemente però non era così. Mi ritornano allora alla mente alcune frasi di autorevoli esponenti del mondo politico, industriale e cattolico folignate che in occasione dell'approvazione del bilancio 2016 intervennero mediaticamente per richiamare gli allora ‘dissidenti' al senso di responsabilità paventando dietro ad una eventuale crisi di governo la richiesta di una poltrona".


"Per quanto mi riguarda invece la mia posizione non si è modificata nel tempo e vorrei solamente portare a conoscenza dei cittadini che lo stesso giorno e nello stesso palazzo comunale in cui si approvava il bilancio 2017, alla presenza del dirigente e funzionario dell'area servizi finanziari , si riuniva l'organo di revisione economico finanziaria avente in oggetto documentazione inerente le società partecipate (verbale N52 del 28/3/2017). In tale documento veniva evidenziato che alla richiesta di documentazione in merito alla situazione contabile aggiornata alla data 31/12/2016, la società FILS in liquidazione non aveva dato alcuna risposta e perciò il collegio aveva invitato il Comune di Foligno a prestare particolare attenzione all'andamento economico-finanziario di tale società, al fine di evitare il depauperamento degli asset del comune e l'insorgenza di possibili crediti verso la partecipata di difficile esigibilità".


Perciò i revisori dei conti invitavano il comune di Foligno, in qualità di socio al 100% della FILS in liquidazione, ad adottare senza indugio le azioni idonee e necessarie al monitoraggio della partecipata.


"Alla luce di tutto ciò appare chiara la fondatezza della tenuta della mie posizioni, peraltro contraria a quella dei consiglieri di maggioranza, riguardo alla persistenza di un grosso problema che tutti conoscevano compresi i sindacati e che anche la corte dei conti aveva evidenziato già nel 2014. Non sono stati presi provvedimenti adeguati da parte di chi sapeva ed aveva il potere ed il dovere di farlo, ci si è cullati nell'inerzia più totale a salvaguardia soltanto degli interessi di pochi e a scapito della prioritaria salute finanziaria della FILS".


"Non si può pensare che lo stato attuale si sia creato dal nulla, c'è invece un passato di cattiva gestione e di responsabilità precise. Dal momento che viviamo ancora in un paese democratico, non ci sto a subire tale situazione né come consigliere né come cittadina quando è evidente il mal governo nell'amministrare il bene pubblico: non è giusto, non è eticamente corretto, non è accettabile. Sono perciò orgogliosa di essere stata definita ‘malpancista' e ‘dissidente' se ciò significa perseguire il bene comune e sono profondamente delusa da un finale oramai scontato in questo nostro paese: purtroppo a pagare sono sempre i più deboli, prima i dipendenti FILS e poi i cittadini".


 

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