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Cronaca, 02 Marzo 2018 alle 12:34:13

La truffa di 20 milioni di euro parla folignate, ecco chi sono arrestati e indagati

Un meccanismo sofisticato scoperto dalla Guardia di Finanza e collegata a societa' del ramo dell'energia.Tra le accuse bancarotta e riciclaggio

E' tutta folignate la truffa di gas e luce che ha fatto sparire 20 milioni di euro e che ha portato a 11 arresti e denunce .


In carcere sono finiti: il 42enne albanese Dashmir Omuri, considerato il prestanome delle società, e il 44enne folignate Guglielmo Fabbri. Sono stati invece disposti gli arresti domiciliari per il 53enne Massimo Amici, residente a Foligno, Giuliana Pozmogova, la moglie russa di Fabbri che si sarebbe occupata di amministrazione e dello svolgimento di alcune operazioni bancarie, il 56enne folignate Marco Delicati, titolare tra le altre cose di una società con sede negli Emirati Arabi, l'avvocato Domenico Accica (51 anni, originario di Monterotondo) e il 37enne folignate Luigi Menghini.


Operazione della Guardia di finanza che ho sgominato una associazione a delinquere che aveva inventato un meccanismo di truffa scoperto grazie alla guardia di finanza di Perugia e l'Agenzia delle dogane. Duemila sono stati i clienti hanno pagato per tre anni le bollette di gas e luce, ignari che i loro soldi non finivano all'Erario o ai fornitori, bensì in tasca di una associazione a delinquere che ha fatto sparire circa 20 milioni di euro.


Ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti di nove soggetti (due in carcere, cinque agli arresti domiciliari, due con obbligo di dimora), indagati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti tributari, truffe aggravate ai danni dello Stato e dei fornitori, bancarotta fraudolenta, riciclaggio ed autoriciclaggio.
Contestualmente, gli investigatori hanno eseguito il sequestro preventivo di oltre 30 milioni di Euro pure disposto dal G.I.P. sui conti correnti, sulle quote societarie e sui beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati.


I provvedimenti restrittivi riguardano un'organizzazione criminale, con base operativa a Perugia, operante nel mercato energetico, che, attraverso un articolato meccanismo fraudolento, ha incassato i corrispettivi per le forniture di gas ed energia elettrica erogati ad una nutrita clientela (privati, aziende ed Enti pubblici) omettendo il pagamento di oltre 20 milioni di Euro dovuti sotto forma di accise, iva e delle altre imposte.


Le complesse indagini di polizia giudiziaria, dirette da questo Ufficio ed eseguite dalle Fiamme Gialle perugine e, per i profili di competenza, dal Servizio Antifrode del locale Ufficio Doganale, una cui segnalazione ha originato il procedimento penale, hanno consentito di disvelare l'ampio disegno criminoso ordito dai promotori dell'organizzazione, due imprenditori locali che, con il determinante apporto tecnico-giuridico di un professionista del capoluogo umbro e di numerosi "uomini di fiducia", hanno utilizzato nel tempo, in rapida successione, tre società preordinatamente destinate ad operare nel mercato energetico in completa evasione di imposte, maturando ingenti debiti anche nei confronti dei fornitori.


Il meccanismo fraudolento prende il via quando la prima delle società coinvolte richiede all'Agenzia delle Dogane di Perugia le autorizzazioni ad erogare prodotti energetici, dichiarando di possedere un irrisorio numero di clienti e versando di conseguenza una cauzione minima.


Di fatto invece, omettendone la comunicazione al suddetto ufficio finanziario, la società inizia sin da subito ad operare con un pacchetto clienti ben superiore, in parte rilevato da società del settore in via di dissesto, che, trascorso poco più di un anno, all'approssimarsi delle scadenze del pagamento delle imposte, viene trasferito (nel gergo tecnico "switchato"), senza soluzione di continuità, ad una seconda società appositamente costituita che, munitasi nel frattempo di autorizzazione sempre con una cauzione minima, si sostituisce alla prima nell'erogazione dei servizi ai propri utenti, messi a conoscenza con una semplice comunicazione di tali avvicendamenti societari.


Successivamente, entra in scena un nuovo operatore, anch'esso intestato a prestanomi compiacenti, con il quale si perfeziona il progetto criminoso del sodalizio che, infatti, amplia notevolmente il proprio fatturato grazie all'acquisizione, all'esito di sofisticati passaggi societari, del cospicuo pacchetto clienti di un'importante e storica società del settore energetico.


Le investigazioni di polizia economica e finanziaria svolte dai Finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Perugia hanno inoltre consentito di accertare come, sotto la qualificata regia tecnico-giuridica del professionista, l'organizzazione, temendo gli esiti degli accertamenti in corso, abbia poi operato uno "svuotamento" dalle casse dell'ultima azienda di ben nove milioni di Euro, simulando dei contratti di fornitura con una società residente negli Emirati Arabi, ma, di fatto, riconducibile ad uno dei due promotori dell'organizzazione, per fare fuoriuscire provviste finanziarie in parte rientrate in Italia, occultate sotto la forma di aumento del capitale sociale di due distinte aziende, operanti nel campo dell'energia e della nautica.


La sinergia tra il Corpo e l'Agenzia ha infatti contribuito in maniera significativa al disvelamento della complessa architettura criminale progettata e realizzata dal sodalizio in un settore merceologico tanto peculiare sotto il profilo normativo quanto strategico dal punto di vista economico e tributario.


 


 

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