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Foligno - Eventi, 23 Settembre 2015 alle 09:43:02

Cala il sipario sulla prima edizione del Neos Kosmos Festival di Foligno

Inaugurata il 19 settembre la Taverna solidale del Mediterraneo

Costruire ponti e non muri: questo è il tema della prima edizione del Neos Kosmos Festival, la due giorni di multiculturalità e incontro che si è tenuto a Foligno lo scorso 19 e 20 settembre. L'associazione "L'Arca del Mediterraneo", braccio operativo della Diocesi di Foligno nell'ambito della mondialità, in collaborazione con


 il Comune di Foligno ha inaugurato lo scorso 19 settembre la "Taverna del Mediterraneo" davanti ad un pubblico di cittadini e delegazioni provenienti dalla Grecia, Kosovo, Iraq, Siria, Kenya, tutti paesi gemellati con la Caritas diocesana. La Taverna, nell'ottica di riqualificazione del passato e del futuro, sorge nell'ex Molino di sotto nella zona delle Conce, uno dei luoghi storici della città appena restaurato. "I tavoli e le sedie di questo punto di ristoro - ha ricordato Mauro Masciotti, Direttore della Caritas Diocesana - sono stati realizzati dando lavoro a papà di famiglia senza fonte di reddito e che si trovano nel nostro territorio". Non solo una taverna solidale dunque, ma un luogo che si pone l'obiettivo di diventare il nuovo centro multiculturale di Foligno con un vasto programma di iniziative quali corsi di lingua, corsi di formazione, serate tematiche di avvicinamento alle culture del mondo senza però dimenticare il contesto locale e nazionale di convivialità e intrattenimento, attraverso l'organizzazione di cene tipiche etniche nei fine settimana il cui ricavato andrà a sostenere le famiglie bisognose della Diocesi. Una prova che anche imbracciando una forchetta, si può fare del bene.
Il Festival è proseguito con una tavola rotonda sul tema "Perché scappo?" moderato da Alberto Minoia di Caritas Ambrosiana e volto a sfatare i luoghi comuni, i dati statistici sulle guerre e i fenomeni paralleli che ne conseguono quali migrazioni e scarsità di risorse, un incontro che ha visto una grande partecipazione. "Qual è il paese che ospita più sfollati al mondo? L'Italia? La Francia? No, è l'Africa che ne ospita circa 12 milioni". Tra le testimonianze quella di Padre Boniface, Direttore della Caritas di Nyeri in Kenya: "Grazie al periodo che Claudia, volontaria da Foligno, ha trascorso con noi, abbiamo imparato a celebrare il dono della vita; fino a quel momento ci dedicavamo principalmente al lavoro ma con lei abbiamo iniziato a festeggiare i compleanni e ogni volta organizzava delle bellissime sorprese per tutti noi!". Voci anche dall'Ucraina con la storia di Olena: "Ho perso mio marito nei combattimenti, sono rimasta da sola con due bimbi piccoli e l'unica soluzione è stata quella di fuggire. Ora grazie all'aiuto della Caritas posso costruire un futuro per me e per i miei figli".


Domenica 20 il Festival si è spostato invece nella vicina Piazza xx settembre dove sono stati allestiti stand gastronomici con finger food dall'Europa, Asia e Africa aperti al palato di tutti ttraverso l'acquisto di un coupon il cui ricavato - assicura l'organizzazione - andrà a sostenere le famiglie bisognose della città. Mostre fotografiche sui tre continenti realizzate dai fotografi Marco Alpozzi, Francesca Boccabella, Caritas Ambrosiana, Caritas Diocesana di Foligno e Ali Mohamed Arif hanno arricchito la piazza insieme a pannelli informativi. Dal tramonto si sono alternati sul palco del Neos Kosmos Festival quattro gruppi musicali accomunati dall'incontro e dall'unione di diverse culture: hanno aperto le danze i membri del Gruppo FLW Camerun con un'esibizione di balli tipici africani, è stato poi il turno dei Supergriots band interculturale da Pisa dal ritmo folk-africano che hanno poi lasciato il palco ai Tarantaraba band da Roma con un mix di Pizzica, Taranta e melodie orientali per chiudere in bellezza con i Sadside Project direttamente dalla capitale con il loro stile rock-irlandese. Il Neos Kosmos Festival 2015 ha centrato in pieno l'obiettivo di raccontare e lanciare spunti di riflessioni su importanti temi attuali attraverso la leggerezza e la spontaneità di una festa di paese in cui i cittadini di Foligno e del mondo hanno avuto l'opportunità di conoscersi e riconoscersi attraverso quei legami fatti di tradizioni, terra e famiglia che rappresentano i principi basilari dell'essere umano in qualsiasi parte del mondo si trovi."Prima della guerra"- ha raccontato Padre Josef dalla Siria- "c'era una convivenza pacifica tra persone appartenenti a varie religioni e culture, io stesso avevo tanti amici musulmani e sapete cos'è successo con l'arrivo della guerra? Nulla, le persone hanno mantenuto i loro legami facendosi forza a vicenda". Non rimane che augurare, per citare Mauro Masciotti, direttore della Caritas Diocesana di Foligno e Presidente de L'Arca del Mediterraneo un "Buon viaggio nel Mediterraneo a tutti!"

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