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Cronaca, 06 Aprile 2018 alle 21:55:24

Calvario per oltre 80 pazienti con la Peg, appello dei familiari alla Asl

Si tratta del dispositivo applicato a chi non riesce a nutrirsi da solo. Ecco le richieste

Un'odissea quella che devono subire gli oltre 80 pazienti che sono stati costretti ad impiantare la Peg, il dispositivo medico che collega la cavità gastrica verso l'esterno per permettere l'assunzione di cibi e liquidi in soggetti che hanno difficoltà a deglutire. A raccontare la via crucis sono alcuni dei familiari dei pazienti che si sono fatti portavoce dei disagi:Rita Santini, Vincenza Cruciani e Stefania Filipponi.


Il problema principale  sta nel fatto che i dispositivi sono difettosi e, invece di ogni 3 mesi, bisogna sostituirli anche dopo poche settimane. Altro disagio, il fatto di doversi recare all'ospedale di Spoleto per posizionare il dispositivo per la prima volta.


Senza contare poi il difficoltoso e lungo iter per chi è costretto a recarsi al pronto soccorso a causa della Peg "scoppiata": un'attesa lunghissima, appoggiato su una barella nei corridoi, fino a quando non viene trovato il nuovo dispositivo da sostituire. 


"La Peg - hanno detto - è così fragile che si stacca o si rompe troppo spesso imponendo una corsa in ospedale per ripristinare il tutto". E c'è chi è dovuto andare in ospedale anche tre volte in una settimana. Stefania Filipponi (capogruppo di Impegno Civile) ha già preso carta e penna e inviato due lettere ai dirigenti della UslUmbria2, esponendo le problematiche.


"Già abbiamo raggiunto un traguardo importante - dice - da marzo, dopo quattro anni, abbiamo ottenuto che la sostituzione della peg venga effettuata a domicilio: è l'ospedale che se ne fa carico attraverso il servizio nutrizione della dottoressa Ortolani".


Competenza a parte sulla gestione della Peg (è divisa non ben specificatamente fra territoriale ed ospedale), il fatto di doversi recare a Spoleto , per il primo impianto, "è davvero inaccettabile - ha detto la Filipponi - si tratta di persone fragili, ci debbono spiegare le ragioni di una simile scelta, considerato che a Foligno ci sono strutture e professionisti in grado di fornire tale servizio".


C'è chi, come Vincenza Cruciani, si è dovuta pagare pure l'autoambulanza per il ritorno visto che non si trattava di una urgenza. Rita Santini ha raccontato delle file lunghissime al pronto soccorso quando le Peg si rompono con i loro familiari i quali, dopo essere stati in sosta sui corridoi, si ammalano di bronchite, o di influenza.


Il direttore sanitario della UslUmbria2, Pietro Manzi, ha parlato di una partita difettosa di Peg, che sono state ritirate, ed assicura massima disponibilità della Asl a discutere con loro delle problematiche e risolverle.


 


 

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