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Cronaca, 12 Giugno 2018 alle 14:31:17

All'ex casa del ragazzo di Foligno un centro di formazione per giovani di tutto il mondo

Al via il progetto di ristrutturazione dell'immobile di via Madonna delle Grazie voluto dalla Caritas diocesana. Masciotti: 'Aiutiamo i ragazzi a costruirsi un futuro' [Fotogallery]

L'operazione è imponente: restituire alla città una delle strutture simbolo di Foligno. Quella Casa del Ragazzo nata alla fine degli anni '50 con l'obiettivo di accogliere i giovani meno fortunati, poi trasformata in asilo e rimasta chiusa per tanto, troppo tempo.Ma ora per l'immobile di via Madonna delle Grazie sta per avere inizio una nuova primavera che ha il sapore del ritorno alle origini.


IL PROGETTO - Sì, perché la struttura si prepara a trasformarsi in un centro di formazione per ragazzi provenienti da tutto il mondo, che lì potranno studiare ed imparare un mestiere, costruendosi di fatto un futuro.


Il progetto porta la firma della Caritas Diocesana di Foligno e del suo braccio operativo, l'Arca del Mediterraneo, che fino alla conclusione dei lavori dell'immobile - al via domani, mercoledì 13 giugno - si appresta ad ospitare i giovani per ciò che concerne la formazione e il vitto. In cantiere un'operazione da circa 600mila euro che riguarderà un'area di 1200 metri quadrati divisa su tre piani, all'interno della quale troveranno spazio aule didattiche, stanze dormitorio pensate anche per studenti con disabilità, una mensa e una cucina, come spiegato dall'ingegnere Filippo Marinacci che cura il progetto.


Un progetto che verrà realizzato in parte con i fondi dell'8x1000 della Cei, in parte con il contributo di Caritas Italiana e, si spera, anche con il sostegno di soggetti pubblici e privati che vorranno "adottare" l'iniziativa.


"Chiediamo il contributo di tutti" ha detto il direttore della Caritas Diocesana di Foligno, Mauro Masciotti, che ha così lanciato un appello alla comunità perché quello che oggi è un sogno possa trasformarsi al più presto in realtà. "Ad oggi - ha proseguito - abbiamo a disposizione circa la metà del budget previsto e contiamo di chiudere la partita in un arco temporale di tre anni".


"Siamo di fronte ad una struttura degli anni ‘50 - gli ha fatto eco l'ingegnere Marinacci - realizzata con materiali poveri nel periodo del boom economico e che presenta delle carenze non tanto sul piano architettonico quanto su quello della sicurezza sismica. L'immobile - ha proseguito - non è mai stato ristrutturato e con il terremoto del 2016 si sono evidenziate delle criticità che dovremo ora correggere e che rendono l'intervento molto più pesante di quanto stimato prima del sisma".


Una volta completato, il centro potrà accogliere all'interno del dormitorio 24 ragazzi mentre le aule potranno ospitare fino a 60 giovani. "In cantiere c'è un progetto importante per Foligno, che non coinvolgerà però solo la nostra città e l'Umbria, ma che avrà un respiro internazionale. L'idea è quella di aprire le porte a giovani provenienti da tutto il mondo, che li si potranno formare per poi fare ritorno nel loro Paese di origine con un mestiere sulle mani e lavorare. Ecco perché chiediamo il contributo delle scuole del territorio e della Cnosfap. Accoglieremo anche minori non accompagnati - ha quindi proseguito - convinti che la formazione sia la prima e forse anche l'unica arma con cui combattere la povertà. Abbiamo già in atto la richiesta di due giovani di Betlemme che arriveranno a Foligno per lavorare nel settore dell'oreficeria e che, tornati nella loro patria, lavoreranno per un'azienda arabo-palestinese".


Valore aggiunto sarà, poi, la convivenza di giovanissimi con storie e culture diverse. "Ragazzi che dovranno vivere insieme - ha sottolineato il direttore Masciotti - e che, nella condivisione di questa esperienza, potranno anche portare proposte e idee alla nostra ed alle loro comunità".


 "Questa è l'Italia migliore - gli ha fatto eco il vicesindaco di Foligno, Rita Barbetti, in occasione della presentazione del progetto che si è tenuta martedì 12 giugno - e non quella che costringe persone stremate a fare altri 1500 chilometri prima di raggiungere la salvezza. Il nostro - ha ribadito - non può essere un Paese che nega l'ospitalità a chi soffre e questo è un progetto straordinario, che - ha concluso - come amministrazione sosterremo".


CUMPANATICUM - A chiudere la giornata di presentazione dei lavori, "Cumpanaticum. Imparare un mestiere. Guadagnare il pane" con una performance teatrale curata da Loretta Bonamente e la "Festa del pane" all'ex Casa del Ragazzo alla presenza del vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi.


 


 


 

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