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Cronaca, 01 Novembre 2018 alle 11:29:22

Pozzi inquinati: si allarga il perimetro, nuovi divieti

E' di oltre 28 km quadrati la superficie che presenta nelle falde superficiali concentrazioni alte di tetracloroetilene

Lo aveva segnalato già il Wwf, con un suo "blitz": le acque di un pozzo che sgorgava dalle tubazioni di un giardino privato nei pressi dell'ex cantiere iniezioni legnami, erano "fortemente colorate di rosso - aveva evidenziato il Wwf - ed emanano un pungente odore di solventi e idrocarburi". Il Comune, aveva, quindi, ordinato all'Arpa di effettuare alcuni prelievi nella zona circostante, addirittura, allargando l'area dell'indagine. E così ecco che, anche per via Intermezzi, via Roma, via Palermo, via Fulginia, via Pietro Gori, via Trento è scattata l'ordinanza, in quanto le acque di falda risultano contaminate per il superamento delle concentrazione della "Soglia di Contaminazione CSC per i parametri Benzene, m, p-Xilene e idrocarburi totali".


Tetracloroetilene, dicloroetilene e cloroformio nei pozzi e così il perimetro delle falde superficiali si allarga. Nuova ordinanza del sindaco di Foligno e inserimento di nuovi pozzi che, dati Arpa alla mano, mostrano delle concentrazioni di elementi inquinanti superiori ai minimi fissati dalla legge.


L'area è stata inserita in quella di 28 km quadrati che rientra nel perimetro individuato già nel 2012.
Nella maggior parte di questa estesa zona, come prevede l'ordinanza precedente, è vietato ogni tipo di utilizzo dei pozzi per acqua relativamente alla filiera alimentare per la contaminazione delle acque di falda idrica da sostanze organoalogenate.


"L'acqua dei pozzi - era scritto - potrà essere utilizzata per finalità industriali e artigianali mentre sarà vietato l'utilizzo per tutto ciò che possa riguardare l'aspetto alimentare (come innaffiare gli orti o i campi oppure lavare, ad esempio, i macchinari di un frantoio)".


E' anche vero che, in questi anni (le prime ordinanze del sindaco e l'individuazione del perimetro risalgono al 2012), sono state effettuate delle bonifiche in alcune zone, come ad esempio, nella zona di via Piave, o in via Cave Ardeatine. Per altre zone, invece, come ad esempio a San Giovanni Profiamma o nella zona dell'ex cantiere iniezione Legnami, l'iter per effettuare la bonifica non è potuto iniziare per varie problematiche. Così come, la Provincia, ha individuato, in un paio di casi, i responsabili e, quindi, oltre alle conseguenze penali, per questi soggetti si è attivato il procedimento per avviare la bonifica.


Il vasto perimetro di falde contaminate va da San Giovanni Profiamma, lungo la parte destra del fiume Topino, raggiunge la periferia nord della città di Foligno, l'area artigianale La Paciana passando per Sterpete e Santo Pietro. Insomma, il fenomeno interessa gran parte del territorio della Valle Umbra sud. In molte zone il divieto interessa solo le perforazioni nel sottosuolo.


 

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