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Cronaca, 20 Marzo 2019 alle 09:25:39

Pestaggio in discoteca, Raul Pelletti: 'Ho scelto di non tacere, di denunciare il gruppo e l'ho fatto per tutti noi'

'Se si sta in silenzio diventiamo tutti complici'. La mamma Patrizia: 'Temevamo che nostro figlio non avrebbe piu' camminato. Per 5 mesi e' restato immobile a letto con conseguenze gravissime che hanno calpestato la sua dignita' di uomo'

"Ho scelto di non tacere, ho scelto di potermi continuare a guardare allo specchio, ho scelto di dare il mio contribuito per provare a cambiare qualcosa. Ho denunciato e sto portando avanti la mia battaglia legale, non soltanto per me e per le persone che mi vogliono bene ma per tutti noi, per tutta la nostra comunità, per la città in cui sono nato e che amo perché se non si denuncia e non si dà il proprio contributo, diventiamo in qualche modo tutti quanti complici. Sono stato mesi bloccato su un letto senza sapere se e come mi sarei rialzato. Ho avuto molto tempo per riflettere su quello che mi è successo. Mi sono domandato tante volte perché proprio a me e mai sono riuscito a giungere ad una risposta. Ma fin da subito, su una cosa non ho avuto dubbi, su quello che dovevo fare: denunciarli affinché la giustizia potesse fare il suo percorso".
Queste alcune delle frasi, contenute in una lunga lettera consegnata al sindaco e vicesindaco, di Raul Pelletti, il trentunenne folignate che lo scorso luglio fu picchiato selvaggiamente al di fuori di un locale e che da tempo sta conducendo una battaglia contro chi l'ha colpito senza un motivo apparente.


Porta ancora, e porterà per sempre, le conseguenze di questo pestaggio gratuito, avvenuto senza alcuna ragione, come era accaduto in passato anche ad altri giovani assaliti dal gruppo violento, i cui quattro membri sono stati individuati dalla Polizia, arrestati ed ora liberi in attesa del processo. Un pestaggio furioso che aveva provocato al folignate la frattura dello zigomo, di tre vertebre e lesioni gravissime interne che ancora non sono guarite. Ed ora vuole che la giustizia faccia il suo corso.


Questa mattina Raul, accompagnato dalla mamma Patrizia e dai suoi familiari, è stato ricevuto in Comune dal sindaco Mismetti e dal vicesindaco Barbetti che gli hanno donato un piccolo gonfalone di Foligno e un giglio, altro simbolo della città, e testimoniato la loro vicinanza.
Da tempo Raul Pelletti sta conducendo una battaglia, affiancato dai suoi familiari e dall'avvocato Giovanni Picuti, contro chi l'ha colpito senza un motivo, così con violenza gratuita.


"Il terribile fatto che ha coinvolto Manuel Bortuzzo - ha detto ancora il giovane folignate riferendosi alla promessa del nuoto, colpito da un colpo di pistola per uno scambio di persona - in un certo modo somiglia a quello che io ho subito. Ho intenzione di chiamarlo. Di conoscerlo".
"Abbiamo temuto che nostro figlio non potesse più camminare - ha detto la mamma Patrizia - ha avuto, e continua ad avere, problemi fisici gravi. Abbiamo passato dei momenti terribili: nostro figlio è stato immobile sul letto per 5 mesi con conseguenze gravissime che hanno calpestato la sua dignità di uomo. Non nascondiamo il nostro timore per possibili ritorsioni, ma Raul è deciso ad andare avanti e noi lo sosterremo in questo".


"E' ovvio - dice ancora il 31enne nella lunga - la paura ce l'abbiamo tutti, ma è giusto superarla e fare tutto ciò che è necessario perché quello che è accaduto non si ripeta più. Forse non mi sarebbe successo nulla se chi è stato vittima prima di me di questi soggetti, li avesse a sua volta denunciati: ma non tutti lo hanno fatto, alcuni hanno avuto paura e hanno preferito tacere: io ho scelto di non tacere e di avere fiducia nella Magistratura".


"Pensavo che l'omertà esistesse altrove, ed invece ho scoperto che è anche qui, tra le persone vicine a me - dice Io posso guardarmi allo specchio e penso di avere più dignità di chi non ha denunciato quanto avvenuto. Questa mattina nell'ufficio del sindaco ha ripercorso il suo calvario raccontando con dignità quanto accaduto. "Voglio concludere questo mio racconto - ha detto - con una frase che ho scritto mentre ero in ospedale: "Non abbassate mai lo sguardo, non abbiate mai paura e non permettete mai a nessuno di rubarvi il sorriso". "Sei un esempio di coraggio - ha detto il sindaco al ragazzo -. Se ognuno facesse qualcosa nel suo piccolo, questo mondo sarebbe migliore". 


Questo il testo completo della lettera consegnata a sindaco e vicesindaco.



Innanzitutto vorrei ringraziare il Sindaco Nando Mismetti e il Vicesindaco Rita Barbetti per l'invito e le belle parole spese che mi riempiono il cuore e che mi danno sicuramente tanta forza.
Inotre, vorrei cogliere l'occasione per ringraziare anche la mia famiglia, il mio avvocato Giovanni Picuti, il Dirigente del Commissariato di Foligno, Vicequestore Bruno Antonini e i tantissimi cittadini, tra cui amici, conoscenti ed anche sconosciuti che, colpiti dalla mia storia, mi hanno espresso in questi mesi la loro vicinanza e solidarietà.
Per me parlare di quello che è successo non è facile, ma lo ritengo molto importante e per questo sono qui. Quello che è successo a me, e di conseguenza alla mia famiglia, non lo auguro veramente a nessuno perché, credetemi, abbiamo passato veramente l'inferno. E purtroppo è inevitabile che da questa storia mi porterò dietro importanti e gravi danni sia fisici che psicologici.
Sono stato mesi bloccato su un letto senza sapere se e come mi sarei rialzato. Ho avuto molto tempo per riflettere su quello che mi è successo. Mi sono domandato tante volte perché proprio a me e mai sono riuscito a giungere ad una risposta.
Ma fin da subito, su una cosa non ho avuto dubbi, su quello che dovevo fare: denunciarli affinché la giustizia potesse fare il suo percorso.
Infatti, nonostante fossi bloccato con tutti i miei problemi su un letto, al contrario di altre persone che hanno avuto problemi con questa banda, ho deciso di non abbassare lo sguardo, ho deciso di non farmi calpestare la dignità, sono andato sempre avanti per sfondare il muro di paura e di omertà che erano riusciti a crearsi intorno, come già spiegato dal Vicequestore Bruno Antonini durante la conferenza stampa di novembre al Commissariato. E vi garantisco che non è stato facile, di ostacoli ne ho trovati tanti, anche da parte di persone pavide che credevo di conoscere bene e che invece si sono dimostrate, per paura, prive di ogni senso di responsabilità civica. Poi è giusto specificare che non sono tutti così, come M. P., anche lui aggredito da questa banda e che invece ha deciso di denunciare.
Ad ogni modo, vorrei riflettere su questo tema importante che si chiama omertà: tante volte nei giornali, nelle scuole, in televisione ne sentiamo parlare e indignati la condanniamo. Ma poi quando tocca a noi fare qualcosa, cosa facciamo? Io ho scelto di non tacere, ho scelto di potermi continuare a guardare allo specchio, ho scelto di dare il mio contributo per provare a cambiare qualcosa.
Ho denunciato e sto portando avanti la mia battaglia legale, non soltanto per me e per le persone che mi vogliono bene ma per tutti noi, per tutta la nostra comunità, per la città in cui sono nato e che amo. Perché, se non si denuncia e non si dà il proprio contributo, diventiamo in qualche modo tutti quanti complici. Ora il compito passa alla Magistratura.
Chissà, forse non mi sarebbe successo quello che mi è successo se chi è stato vittima prima di me di questi soggetti li avesse a sua volta denunciati.È ovvio, la paura ce l'abbiamo tutti, è normale averla. Ma credo che sia anche giusto superarla e fare tutto ciò che ci è possibile per far sì che ciò che mi è successo, non si ripeta mai più e perché se un giorno dovesse in qualche modo ripetersi, quel ragazzo/a abbia il mio esempio da seguire. Perché, ricordatevi, da soli tutto è più difficile, ma se uniti cerchiamo di perseguire la via della legalità e della giustizia, qualcosa sicuramente cambierà in meglio.
Infine, mi piacerebbe concludere con una frase che ho scritto mentre ero in ospedale e che mi ripetevo e che mi ripeto ogni giorno per farmi forza: credo che racchiuda l'essenza di quello in cui credo e per cui sto lottando. 'Non abbassate mai lo sguardo, non abbiate mai paura e non permettete mai a nessuno di rubarvi il sorriso'.




 

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