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Economia, 30 Gennaio 2020 alle 09:53:00

Big data: l'oro nero di internet finalmente alla portata di tutti

L'enorme mole di dati generata dagli utenti durante la navigazione può divenire fonte di guadagno per chi è disposto ad investirci. Ecco come funziona


Daniele Ubaldi

Se ne parla da anni come l'oro nero di internet, anche detto "new oil" oppure "oro digitale". E a produrlo sono i miliardi di utenti che, ogni giorno, si connettono alla rete in tutto il mondo. I big data (letteralmente "grandi dati") sono quella quantità di informazioni, in continua crescita, che la trasformazione digitale del


mercato sta creando e facendo circolare dentro e fuori dalle aziende. Ogni volta che si utilizza un dispositivo, sia esso un computer, smartphone o tablet, si lascia un'impronta del proprio passaggio digitale: un'impronta di dati di enorme interesse e, soprattutto, di estremo valore per chi sulla rete fa business.


Giusto per dare un'idea, in base alla crescita registrata durante gli ultimi anni e con i dati disponibili relativi alla prima metà del 2019, la previsione era di 55 miliardi di dollari di capitale generato soltanto quest'anno dai big data di tutto il mondo. Sempre a titolo di esempio, ma per capire la crescita esponenziale del settore, nel 2011 i miliardi erano stati "soltanto" 7,6 mentre nel 2027 si prevede di arrivare a quota 103. Man mano che le persone interagiscono con i propri dispositivi, la quantità di dati disponibili per le istituzioni e per i grandi gruppi continua a crescere, al punto che la tecnologia digitale, oggi, è ormai la più grande fonte di informazioni, tutte fornite dagli stessi utilizzatori finali della rete.


E' evidente che qualsiasi multinazionale o ente di controllo abbia come priorità l'acquisizione del maggior numero possibile di big data, estrapolando e scomponendo i quali è possibile ricavare un'enorme mole di dati, tendenze e previsioni riguardo andamenti di mercato e reazioni future. Al momento l'oro nero di internet è in mano ai grandi colossi come Google, Facebook, Amazon ecc, che acquisiscono i nostri dati ottenendo ricchezza dalla loro gestione. Un flusso di denaro continuo, con costi di approvvigionamento prossimi allo zero. Il tutto senza che gli utenti, fino ad oggi, abbiano mai potuto partecipare all'immenso banchetto da loro stessi apparecchiato. Fino ad oggi, appunto.


Ed eccola, allora, la notizia. Esiste un'azienda, la DT Circle, con sede legale in Umbria (precisamente a Foligno, in piazza San Domenico), che acquisisce, analizza e certifica big data provenienti da internet, per poi rivenderli alle grandi compagnie ottenendo utili importanti dall'intera operazione. E non è tutto, ovviamente: questa azienda ha aperto il 30% del proprio capitale sociale alla partecipazione pubblica, il che significa che da oggi qualsiasi utente, acquistando anche un pacchetto azionario di poche centinaia di euro, beneficerà in quota parte dei ritorni derivanti dal mercato dei big data. In altre parole, finalmente chi genera ricchezza - vale a dire chiunque navighi in internet - potrà anche raccoglierla, ovviamente in maniera proporzionale al proprio investimento.
Per chi desiderasse ulteriori informazioni è disponibile l'indirizzo mail token.info2020@gmail.com.



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