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Cronaca, 07 Marzo 2020 alle 14:09:04

Monsignor Gualtiero Sigismondi nominato vescovo della Diocesi di Orvieto Todi

Il presule rimane Amministratore diocesano di Foligno fino al trasferimento nella sua nuova Diocesi

Monsignor Gualtiero sigismondi è stato nominato vescovo della Diocesi di Orvieto Todi. Il 7 marzo 2020 il Santo Padre Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Orvieto-Todi (Italia), presentata da S.E. Mons. Benedetto Tuzia. Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi (Italia), S.E. Mons. Gualtiero Sigismondi, Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana, finora Vescovo di Foligno.Mons. Sigismondi rimane Amministratore diocesano di Foligno fino al trasferimento nella sua nuova Diocesi.


Mons. Gualtiero Sigismondi, è nato il 25 febbraio 1961 a Ospedalicchio di Bastia Umbra (Perugia). Ha compiuto i suoi studi presso il Seminario Regionale di Assisi, e, come alunno del Pontificio Seminario Lombardo, ha frequentato l'Università Gregoriana conseguendo la Laurea in Teologia.


Ordinato sacerdote il 29 giugno 1986 a Perugia, è stato Parroco, Vice Rettore e Direttore Spirituale del Seminario Regionale; Direttore dell'ISSR; Assistente Regionale di AC. È Docente di Teologia dogmatica all'ITA e, dal 2005 al 2008 Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Perugia.


Eletto Vescovo di Foligno il 3 luglio 2008, è stato consacrato il 12 settembre dello stesso anno. Attualmente è anche Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana.




Nota dalla Cancelleria Vescovile
Da oggi siamo nella peculiare condizione della sede episcopale plena con potestà ridotte.


Il canone di riferimento:


Can. 418 - §1. Dal momento che ha ricevuto notizia certa del trasferimento il Vescovo, entro due mesi, deve raggiungere la diocesi alla quale è destinato e prenderne possesso canonico; dal giorno della presa di possesso canonico della nuova diocesi, la diocesi di provenienza diviene vacante.


2. Dal momento che ha ricevuto notizia certa del trasferimento fino alla presa di possesso canonico della nuova diocesi, nella diocesi di provenienza il Vescovo trasferito:
ha la potestà di Amministratore diocesano ed è tenuto agli obblighi relativi, mentre cessa ogni potestà del Vicario generale e del Vicario episcopale, salvo tuttavia il can. 409, §2.


Secondo la previsione del can. 418 §1, quando il vescovo diocesano è trasferito ad altra sede, la diocesi diviene vacante dalla presa di possesso della nuova diocesi. Perciò, benché il vescovo si trovi in fase di trasferimento, la diocesi non viene privata della cura pastorale del vescovo diocesano. Egli continua il suo servizio, non perde la titolarità dell'ufficio perché la norma non lo prevede e, non perdendo tale titolarità, non riceve neppure la titolarità di un altro ufficio cioè quello di amministratore diocesano. Comunque il legislatore, considerato che dalla notizia certa del trasferimento il vescovo diocesano si trova nei confronti della propria Chiesa in una condizione diversa perché sta concludendo un servizio per iniziarne uno nuovo, limita la potestà del vescovo trasferito stabilendo positivamente che non ha più l'ampiezza descritta al can. 381 - ordinaria, propria e immediata richiesta per l'esercizio del suo ufficio pastorale - venendo questa ad essere limitata al livello della potestà dell'amministratore diocesano (cann. 427-428) con tutte le attribuzioni e limitazioni che spettano a questi secondo il diritto. Difatti, la notizia certa del trasferimento non comporta che il vescovo cessa necessariamente d'essere a capo della diocesi. Così precisa il n. 233 del Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi Apostolorum successores, «Il trasferimento del Vescovo diocesano. In caso di trasferimento del Vescovo diocesano, la sede diviene vacante nel giorno in cui il Vescovo trasferito prende possesso della nuova diocesi. Dal momento della pubblicazione del trasferimento del Vescovo fino alla presa di possesso della nuova diocesi, il Vescovo ha nella diocesi "a qua" la potestà di Amministratore diocesano, con i relativi obblighi».


Ulteriore previsione è che «cessa ogni potestà del Vicario generale ...» (can. 418 2, 1°); se non fosse stabilito così il vicario generale dovrebbe poter esercitare la sua potestà in quanto non sia ancora sede vacante, comunque, a fronte di tale cessazione della sua potestà, il n. 233 del Direttorio indicato, prevede la possibilità che il vescovo continui ad avvalersi del contributo di questa persona attraverso diverse modalità di delega o istituendo uffici delegati provvisti di facoltà abituali (can. 132): «Le facoltà del Vicario Generale e dei Vicari episcopali, nonostante la diocesi non sia ancora vacante finché il Vescovo trasferito non abbia preso possesso della diocesi "ad quam" (719), cessano con la pubblicazione del trasferimento del Vescovo, ma questi come Amministratore diocesano può confermare le loro facoltà (720)».


Infine a tale condizione peculiare di sede episcopale plena con potestà ridotte, si applica il principio del can. 428 §1, cioè nihil innovetur, in quanto è certo che la sede sta diventando vacante.


Pertanto si può così sintetizzare ciò che il quadro legislativo fa conseguire alla notizia certa del trasferimento del Vescovo: limitazione della potestà del Vescovo (dalla notizia certa del trasferimento è ridotta alla potestà dell'amministratore diocesano), cessazione dell'ufficio del vicario generale e necessità che in questo tempo delicato di passaggio sia applicato il principio sede vacante nihil innovetur.


Si continuerà a ricordare nella Preghiera eucaristica "il nostro Vescovo Gualtiero".


 


 


 



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